Sulla questione del diaconato al femminile, non sono io che devo dimostrare perché abbia senso, ma sono gli strenui oppositori che ci devono dimostrare perché no!
Ed ecco, detta malamente da un prete maleducato, la solita prima obiezione: Gesù era uomo, quindi poiché il "carattere" del sacramento dell'Ordine sacro segue il "carattere" di Gesù che era uomo/maschio, il sacramento dell'ordine, anche solo nel suo primo grado di tre (diaconato, presbiterato, episcopato) non può essere conferito.
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Ed ecco, detta malamente da un prete maleducato, la solita prima obiezione: Gesù era uomo, quindi poiché il "carattere" del sacramento dell'Ordine sacro segue il "carattere" di Gesù che era uomo/maschio, il sacramento dell'ordine, anche solo nel suo primo grado di tre (diaconato, presbiterato, episcopato) non può essere conferito.
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Caro Don Repetto, La ringrazio per il suo commento.
Sebbene il tono (e la mancata fraternità sacerdotale che ci si aspetterebbe in un ambiente pubblico come questo) non sia all'altezza del mondo accademico che lei invoca, la sua indignazione e l'invito a studiare non mi offendono affatto. Li accolgo, anzi, come una sincera e urgente chiamata all'azione teologica, che è la missione di questo spazio di riflessione, del mio canale DinDonCafé e del mio sito www.parolebuone.it
Sebbene il tono (e la mancata fraternità sacerdotale che ci si aspetterebbe in un ambiente pubblico come questo) non sia all'altezza del mondo accademico che lei invoca, la sua indignazione e l'invito a studiare non mi offendono affatto. Li accolgo, anzi, come una sincera e urgente chiamata all'azione teologica, che è la missione di questo spazio di riflessione, del mio canale DinDonCafé e del mio sito www.parolebuone.it
La questione che lei solleva è cruciale: il carattere sacerdotale ha il carattere di genere del Cristo che era uomo.
Questa riflessione ci permette di andare al cuore del mio dibattito sulla liturgia e sul sacerdozio stesso.
Questa riflessione ci permette di andare al cuore del mio dibattito sulla liturgia e sul sacerdozio stesso.
Oltre la Fisica del Sacramento: È teologicamente corretto affermare che il ministro agisce in "persona Christi". Tuttavia, la teologia più matura (e in linea con l'evoluzione del pensiero che questa ci chiede di aprire) distingue tra il piano fisico/storico e il piano sacramentale/escatologico.
Se l'identità del sacerdote dovesse dipendere unicamente dall'identità storico-fisica di Gesù (essere uomo di un certo tempo e luogo), dovremmo chiederci se i preti non ebrei, non circoncisi, non parlanti aramaico o non celibi possono agire validamente in "persona Christi".
L'identificazione con Cristo non è una fotocopia biologica, ma una partecipazione al suo Mistero Pasquale, che è universale. Tant'è che infinite donne hanno vissuto tale mistero in pienezza e tantissime addirittura sono additate dalla Chiesa come sante e alcune persino come dottori della Chiesa e quindi della teologia e della dottrina. Essere partecipi del Mistero Pasquale non riguarda sesso o genere:
Se l'identità del sacerdote dovesse dipendere unicamente dall'identità storico-fisica di Gesù (essere uomo di un certo tempo e luogo), dovremmo chiederci se i preti non ebrei, non circoncisi, non parlanti aramaico o non celibi possono agire validamente in "persona Christi".
L'identificazione con Cristo non è una fotocopia biologica, ma una partecipazione al suo Mistero Pasquale, che è universale. Tant'è che infinite donne hanno vissuto tale mistero in pienezza e tantissime addirittura sono additate dalla Chiesa come sante e alcune persino come dottori della Chiesa e quindi della teologia e della dottrina. Essere partecipi del Mistero Pasquale non riguarda sesso o genere:
- Non c'è più giudeo né greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù. Gal 3,28
- Tuttavia, nel Signore, né la donna è senza l'uomo, né l'uomo è senza la donna; come infatti la donna deriva dall'uomo, così l'uomo ha vita dalla donna; tutto poi proviene da Dio. 1Cor 11,11-12
Oltre la dogmatica sacramentaria: Se leghiamo il carattere personale al suo valore intrinsecamente sacramentale allora dovremmo domandarci se è vero che i sacramenti nella Chiesa sono 7! Infatti, pare siano solo 6, più uno speciale per i soli maschi.
Inoltre sappiamo bene che di questi maschi destinatari di questo sacramento speciale escludente, diversi sono omosessuali più o meno consapevoli di esserlo, ma validamente e lecitamente ordinati; allora, dovremmo ridurre il carattere di questo speciale sacramento escludente alla sola presenza del pene? Mi pare fragilina come argomentazione.
Inoltre sappiamo bene che di questi maschi destinatari di questo sacramento speciale escludente, diversi sono omosessuali più o meno consapevoli di esserlo, ma validamente e lecitamente ordinati; allora, dovremmo ridurre il carattere di questo speciale sacramento escludente alla sola presenza del pene? Mi pare fragilina come argomentazione.
L'Imago Christi e la Scissione: Se riduciamo l'identità sacerdotale al genere fisico maschile o addirittura genitale, rischiamo di cadere nella stessa scissione che io stesso critico nell'Eucaristia: isolare la "sostanza" (il genere), dall'uso e dal corpo vivo della Chiesa che celebra, gli accidenti.
Il sacerdote infatti non è solo l'immagine di Cristo Capo, ma anche l'immagine di Cristo servo, Cristo figlio, Cristo patente. E la dimensione di servizio (diaconia appunto), di figliolanza, di offerente la sua vita è ampiamente riconosciuta alle donne sempre fin dalle pagine stesse del Vangelo che fanno delle donne le prime testimoni del Risorto e nella prassi fin dai primi secoli della Chiesa e mai negata.
Il sacerdote infatti non è solo l'immagine di Cristo Capo, ma anche l'immagine di Cristo servo, Cristo figlio, Cristo patente. E la dimensione di servizio (diaconia appunto), di figliolanza, di offerente la sua vita è ampiamente riconosciuta alle donne sempre fin dalle pagine stesse del Vangelo che fanno delle donne le prime testimoni del Risorto e nella prassi fin dai primi secoli della Chiesa e mai negata.
Il vero carattere del sacerdozio è l'amore incondizionato che si dona alla comunità (il Corpus ecclesiale) e per il mondo fino a dare la vita. Questo amore e questa forma Christi non sono proprietà esclusive di un genere. E ci mancherebbe!
La Sinodalità e la Profezia: La nostra Chiesa è chiamata oggi a interrogarsi con carità e rigore se il blocco sul "Diaconato al Femminile" sia un dogma immutabile (ma non lo è perché è stato più volte ribadito dai papi) o un dato storico-disciplinare che può evolvere ed essere normato con facilità.
Come umile baccelliere in teologia, e soprattutto come prete, credo che una teologia che non teme di evolvere, riconoscendo il valore delle scienze umane e della storia, sia la vera fedeltà al Kerigma e la vera fedeltà alla tradizione che sa di studio e di spiritualità. La visione profetica del futuro è manifestazione di bellezza e armonia, e non può escludere le forme di ministerialità che lo Spirito Santo suscita nel Popolo di Dio (come ci ricorda Lumen Gentium).
In conclusione, caro Don Repetto: Continuare a studiare significa proprio questo: non ripetere le formule occlusive del passato come fossero la norma assoluta, ma interrogarle con il miglior pensiero di oggi per discernere i segni dei tempi. L'evoluzione teologica non è negazione della dottrina, ma la sua incarnazione più profonda nella storia. Quante cose che sembravano immutabili sono state cambiate! Solo due esempi che sembravano immutabili: la somministrazione dei sacramenti alle persone con disabilità mentale che non potevano frequentare il catechismo, o il funerale ai suicidi.
La questione, ripeto, non è che io debba dimostrare la possibilità del diaconato al femminile, ma che chi chiude il discorso ci spieghi con argomenti validi per quale sensato motivo non dovrebbe esistere e soprattutto perché la Chiesa non dovrebbe vantare il diritto di avere una ministerialità feconda ordinata al femminile.
E' evidente che "il genere di Cristo" quale carattere sacramentale è un argomento inconsistente: tant'è che i "tria munera sacerdotalis", possono essere accolti e assolti certamente da una donna:
- insegnare (munus docendi),
- santificare (munus sanctificandi)
- e governare (munus regendi).
A meno che uno - vagamente maschio o macho - non consideri le donne esseri umani inferiori.
La ringrazio ancora per l'occasione di riflessione
#dsb2025
