Dopo aver letto questo articolo LEGGI un mio confratello di cui ho stima ha pubblicato questo post su Facebook:
Ovviamente per stare dietro ad una telecamera, un social… un pizzico di narcisismo o protagonismo, mescolato ad una buona intenzione (forse), ci stanno…. Ma ahimè, l’articolo va dritto al punto. Anche se difficile determinare sempre le colpe… Fa riflettere.
Riflettiamo:
Caro don,
sono rimasto basito da questo articolo, ma ancora di più dal fatto che tu l'abbia proposto!
sono rimasto basito da questo articolo, ma ancora di più dal fatto che tu l'abbia proposto!
Ovviamente come prete che ha un canale YouTube - tu magari conosci il mio DinDonCafé - mi sono sentito tirato in causa e accusato.
Certo è difficile rispondere sulla quantità/qualità di narcisismo che si annida in me, ed è sempre importante che io me lo domandi, ma, magari, a confronto col padre spirituale o con lo psicologo... Non credo che l'Antonioli sia né l'uno, né l'altro.
Ho cominciato a fare il prete nel '99 a Milano dove contavo sicuramente meno di niente in un quartiere di 26'000 abitanti con meno dell'2% di frequenza alla Messa e l'8% di presenza al catechismo dei bambini... Quindi credo di essermi abituato ad essere Chiesa di minoranza senza drammi interiori, senza razzismo né boria ed invece tanta gioiosa fantasia.
Ho continuato per altri 9 anni in una parrocchia della tradizione brianzola di nuovo senza boria, perché tanto sapevo che sarebbe diventata come Milano nel giro di qualche decennio... e così sta succedendo.
Ho aperto il canale YouTube nel 2007, prima come contenitore di video dell'oratorio e poi, dal 2017 cominciando a lavorare per la disabilità, col DinDonCafé per non perdere il contatto con il mondo giovanile delle parrocchie; mi sono però presto reso conto che gli utenti erano tutti sopra i 45 anni con un picco verso i 65. Ho cambiato rotta verso di loro capendo che c'era e c'è un gran vuoto di pensiero e poco ascolto proprio di coloro che non frequentano più i "nostri ambienti" e alla "catechesi del parroco" non andrebbero mai, cercando faticosamente - e non sai quanto! - di restare in ascolto anche delle critiche più feroci di una destra cattolica rabbiosa e irriverente. Intanto si cresce... e se guardi le mie ultime riflessioni a riguardo, poi capirne qualcosa.
Ma questo giornalista con un sito che addirittura porta il suo nome e propone se stesso in prima pagina, scrive cose come:
- meglio narcisisti che pedofili
- vorrei prenderli a ceffoni
- vescovi che hanno creato dei mostri, incapaci poi di gestirli e tenerli a bada
- prevalgono i problemi irrisolti, che temo siano molti
- sintomo drammatico di una Chiesa occidentale rantolante e incapace di comunicare
A me non pare sia giornalismo! Questo è proprio quel catturare il dissenso, farne disgusto e, dal balcone, tirare pietre.
Non credo che il tuo intento fosse di far disprezzare o odiare persone come me e come altri che, certo fallibili e traballanti, sicuramente vogliono bene alla Chiesa, al Vangelo, a Gesù.
Forse, e dico forse, il vero narcisista o opportunista è colui che delegittima gli altri "perché c'ha i figli da mantenere" [cit. Iannacci].
No don - mi dispiace - ma "ahimè, l’articolo NON va dritto al punto". Nel "punto" dove bisogna andare, ci sono persone che non vanno prese per categorie: i preti non sono né narcisisti, né pedofili. Così come i carabinieri non sono quelli delle barzellette e i poliziotti non sono quelli che manganellano la gente, i giudici non sono corrotti e i medici non sono incompetenti. Di questo giornalismo ne abbiamo sì piene le tasche.
E se tra noi preti ci sono "confratelli/persone" dalla personalità tristemente deviata, credo che vadano accompagnati e amati, non sbattuti in prima pagina come mostri, esattamente come non vanno esaltati per gesta eroiche sui rotocalchi ecclesiali.
Non siamo nemmeno "una Chiesa rantolante e incapace di comunicare", perché come comunicare lo decidiamo noi e nella fede possiamo farlo da vivi e da vivaci, senza rantoli o scatarrate per terra.
Spero bene che né tu né io ci sentiamo migliori di loro, perché questi hanno un nome, un cognome, un volto e una storia. Altrimenti ... altrimenti sarebbe davvero grave.
Se qualcuno di loro ne ha bisogno: "Cristo è medico" e noi suoi infermieri; visto che sappiamo chi sono, che abbiamo i loro numeri in rubrica ... nella paternità del Vescovo - che non crea mostri e non ci tiene a bada - la fraternità cui abbiamo fatto promessa ci chiede di farci presenti... non ci servono né gli Antonioli, né i suoi ceffoni.
Di cuore.
#dsb2025
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